venerdì 9 settembre 2011
UN APPARECCHIO "ORTODONTICO" PER IL LIFTING FACCIALE
Il miracoloso attrezzo, stando alle parole dell’inventore, il dottor Nick Mohindra, è inoltre in grado di marcare gli zigomi, rendere più liscia la pelle, ridisegnare la linea della guancia e migliorare labbra e capelli. Il prodigioso strumento, ribattezzato Oralift, ha un costo di circa 3.600 euro ma "può trasformare un brutto anatroccolo in un cigno. La gente – spiega Mohindra - spende delle vere e proprie fortune in chirurgia plastica e spesso non ottiene il risultato desiderato. Con Oralift si può scolpire il viso senza servirsi di uno scalpello".
L’idea di creare l’Oralift è nata per caso. Il dentista ha infatti sviluppato il suo apparecchio anti-età partendo da un’altra idea che si limitava però ad alterare soltanto la posizione dei denti. La protesi, anche se trasparente, va usata di notte e deve essere tolta prima di uscire di casa. Chi la indossa, commenta orgoglioso il dottore, “risulta dai 5 ai 20 anni più giovane”.
Tra le clienti-pazienti di Mohindra la più famosa è la 58enne Janan Harb, vedova del re saudita Fahd che, testato il prodotto ha scritto sul sito internet del dentista: “Mi ha ridato l'aspetto che avevo in gioventù. E' straordinario".
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martedì 24 maggio 2011
AGOPUNTURA IN ODONTOIATRIA
Invece da qualche tempo la Medicina Accademica riconosce sempre più al Cavo Orale un’importanza che va ben oltre i suoi confini anatomo-topografici.
La rilevanza di tale apparato diventa notevolissima nella concezione olistica del paziente, tipica, peraltro, del pensiero medico puro fin dai tempi di Ippocrate.
Se in Medicina Occidentale questa consapevolezza si basa su una serie di fattori fra cui i rapporti di stretta contiguità che esso contrae con le vie vegetative afferenti ed efferenti del sistema nervoso centrale, con i suoi vasi arteriosi, venosi e linfatici che in parte condivide, o sul vasto numero di funzioni basilari svolte che vanno dal linguaggio al ruolo immunitario, in MTC [MEDICINA TRADIZIONALE CINESE] il cavo orale è l’unico distretto dell’organismo dove passano direttamente o indirettamente tutti i Meridiani Energetici, i denti ed il parodonto sono considerati in stretto rapporto di interdipendenza con specifici territori e funzioni dell’organismo, la lingua è vista come specchio di situazioni organico-immunitarie e la stessa ATM, ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE, è ritenuta un fondamentale centro regolatore di energia del corpo.
Quindi pur usando un linguaggio diverso sembra sempre più che i concetti riconoscano matrici sovrapponibili. In considerazione di ciò anche le modalità ufficiali di cura e prevenzione delle sue problematiche vanno assumendo i contorni di una medicina odontoiatrica di ampio respiro non limitata in un ambito locale e tecnicistico.
Introdurre perciò la MTC e l’agopuntura nel trattamento delle patologie odontoiatriche, al contrario di quanto si poteva avvertire in passato, non suscita più un senso di inadeguatezza e forzatura terapeutica.
A conferma di ciò il Parlamento Britannico, in un documento del 2001, auspica l’avvicinamento di medici e odontoiatri alla MEDICINA TRADIZIONALE CINESE, anche attraverso corsi pratici di poche ore, così da avere tra le mani uno strumento efficace e relativamente semplice da utilizzare. Tale imprimatur deriva anche dalle storiche conclusioni a cui è giunto il Consensus Conference statunitense dei NIH [NATIONAL INSTITUTES OF HEALTH] che nel 1997 ha riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura nel trattamento dei vari tipi di dolore, fra cui quello odontoiatrico, oltre che in altri aspetti di svariati contesti nosologici.
È pensiero comune che l’agopuntura curi soprattutto il sintomo dolore, ed in parte è vero, infatti le nevralgie, i dolori reumatici ed altre algie vengono incontestabilmente migliorate da essa; peraltro quando venne introdotta in occidente si utilizzò soprattutto in ambito universitario per le anestesie chirurgiche. In realtà non è solo terapia del sintomo ma soprattutto delle cause. Invero è principalmente indicata in patologie croniche, immunitarie, virali e psichiche perché permette, tramite il riequilibrio energetico, un recupero dell’autoregolazione e quindi della capacità di guarire. Tuttavia rimane il fatto che è maggiormente conosciuta per i suoi effetti più immediati quali appunto quello analgesico ma anche antiflogistico, antiedemigeno, miorilassante e vasculotrofico. Proprio tali azioni la rendono estremamente opportuna nella cura di Denti, Parodonto ed ATM.
martedì 10 maggio 2011
IPNOSI ED IPNOTERAPIA
L’ipnosi si situa tuttavia nell’ambito delle conoscenze applicative proprie della professione di psicologo, e per questo il suo uso da parte di persone “non accreditate” viene contrastato e perseguito. Nell’ambito strettamente sanitario, tuttavia, altre due figure hanno a pieno titolo la possibilità di apprendere e utilizzare l’ipnosi (non in un ambito di psicoterapia): il medico e l’odontoiatra.
Il medico ha la possibilità di utilizzare l’ipnosi non solo come approccio psicologico efficace alla relazione medico-paziente (la comunicazione ipnotica, il rapporto terapeutico, …) ma anche e soprattutto come tecnica aggiuntiva dei vari trattamenti medici.
Il dolore, cronico e acuto, è certamente l’oggetto privilegiato di intervento del medico che usa l’ipnosi clinica (malattie terminali, grandi ustionati, procedure mediche dolorose)
In ginecologia e ostetricia l’ipnosi viene utilizzata nella preparazione al parto per massimizzare poi, durante la fase del parto vero e proprio, le potenzialità analgesiche naturali della donna
Nella medicina dello sport l’ipnosi viene spesso utilizzata come intervento per facilitare il recupero di atleti che hanno subito traumi o come supporto psicologico per l’allenamento
In psicosomatica l’ipnosi è uno strumento estremamente utile perché permette al medico di “arrivare” laddove il confine tra psiche e soma è ancora più labile
In dermatologia, perché molte problematiche dermatologiche (ad esempio: pruriti, alopecia areata, …) non hanno ancora trovato una loro causa prettamente fisica e una cura soltanto medica. In dermatologia interessante è l’efficacia dell’ipnosi nel trattamento delle verruche
L’odontoiatra trova nell’ipnosi clinica il modello di psicologia più calzante, “immediato”, e soprattutto efficace per il suo lavoro. Tipico che l’odontoiatra usi l’ipnosi per affrontare:
Le paure del paziente (la paura del trattamento odontoiatrico, pur essendo una fobia –e quindi necessitare di un intervento psicoterapico, può essere affrontata dall’odontoiatra soprattutto nella sua veste “reattiva” ad alcuni stimoli paurosi)
Il modo di affrontare il dolore. In alcuni casi specifici, in cui non può essere utilizzato alcun anestetico, l’ipnosi garantisce un’efficacia certamente importante
Il riflesso del vomito.
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sabato 7 maggio 2011
ANALGESIA CON PROTOSSIDO D'AZOTO
La sedazione cosciente e' una situazione di rilassamento psichico e muscolare con relativa analgesia e mantenimento della collaborazione attiva del paziente che non perde ne' la coscienza ne' i riflessi della deglutizione e della tosse.
In odontoiatria questa condizione viene raggiunta mediante somministrazione di protossido d'azoto e ossigeno. I vantaggi di questa tecnica sono molti, l'induzione veloce, l'assoluta mancanza di rischi, la semplicita' della metodica da parte dell'operatore, una sensazione piacevole e una rapida eliminazione della sostanza che consente di lasciare lo studio subito dopo l'intervento da parte del paziente. Questa tecnica eseguita con moderne apparecchiature, sedation machines, appositamente tarate trova indicazione in tutti gli interventi odontoiatrici dalla semplice detartrasi ai piu' complessi interventi di chirurgia orale soprattutto in quei pazienti che manifestano un elevato livello di ansia migliorandone il livello esecutivo e abbreviandone considerevolmente i tempi.
giovedì 21 aprile 2011
BLOCCHI ARTICOLARI DELLA MANDIBOLA
Questa è composta di una parte mandibolare, il condilo, una parte mascellare, la superficie articolare superiore, e di un menisco, fra loro.
Nella norma il movimento articolare è diviso in due fasi, una rotazione del condilo su se stesso, alla quale segue una traslazione del condilo, accompagnato dal menisco, in avanti, in tal modo la bocca si apre al suo massimo. Chiaramente i due condili, destro e sinistro devono agire insieme.
In particolari situazioni patologiche, quando il condilo si porta verso l’indietro e il menisco scappa un po’ in avanti il movimento articolare non avviene più in questo modo.
Queste situazioni scorrette predispongono alla disfunzione della funzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare.
Questa spesso si evidenzia con:
1 – la comparsa del “ click “
2 - una alterazione nel movimento di apertura della bocca
La bocca apre sempre sino a valori normali, questa classicamente corrisponde alla possibilità di inserire tre dita fra l’arcata superiore e quella inferiore, in pratica l’apertura normale della bocca è di 43 – 46 millimetri .
Questa situazione è raramente reversibile, a meno di non eseguire una corretta e impegnativa terapia gnatologica, ma frequentemente evolve, nei casi più gravi, verso il blocco ( locking cronico ) dell’articolazione interessata. Questa mantiene la possibilità della rotazione iniziale, ma perde la traslazione finale. Questo perché il menisco si accartoccia in avanti rispetto al condilo, impedendo lo spostamento in avanti. Guardando dal davanti la bocca aprirà di meno ( due dita ) e avrà un movimento finale di apertura deviato verso il lato dove è presente il blocco.
Il paziente aprirà molto meno ( 22 – 33 millimetri ) e comparirà una sintomatologia imponente.
La sintomatologia sarà sia locale come dolore spontaneo nella zona dell’orecchio, dolore alla masticazione, fischi o ronzii ( acufeni ), oltre che difficoltà nella vita quotidiana e di relazione, visto l’impossibilità del corretto uso della bocca, che generale come cefalea, vertigini, dolori al collo o alla schiena.
Se il paziente è giovane, visto immediatamente (1–3 giorni), trattato correttamente con le giuste manovre di sblocco, si può assistere alla immediata ripresa della corretta funzione articolare e alla scomparsa della sintomatologia.
giovane paziente all’arrivo in studio dopo qualche minuto le manovre di sblocco
Se il blocco è avvenuto da molto tempo, se l’età supera i 30-35 anni, non è possibile determinare lo sbocco in maniera rapida, ma, ugualmente per i casi visti precedentemente, se imposta la corretta terapia, si assisterà alla scomparsa della sintomatologia e al miglioramento nell’apertura della bocca.
Questo avverrà nel giro di mesi e non di istanti, ma porterà alla soluzione di queste patologie spesso sotto stimate e sotto trattate, ma fonte di notevole disagio al paziente sofferente.
lunedì 18 aprile 2011
PARODONTOPATIA
Come ci accorgiamo della piorrea?
Le gengive diventano gonfie, rosse e sanguinanti. I denti sono più sensibili e cominciano a "migrare", cioè si spostano, portando a:
- dente allungato e spostato dalla posizione originaria;
- alito maleodorante;
- comparsa delle tasche sottogengivali dove si accumulano residui di cibo e batteri.
Cosa fare quando accusiamo questi disturbi gengivali?
Rivolgersi subito presso uno studio dentistico specialistico dove il Parodontologo sottoporrà il paziente ad una serie di accertamenti diagnostici:
Status Radiografico - Vengono eseguite dal parodontologo una serie di radiografie endorali che evidenziano il grado di riassorbimento dell'osso e l'eventuale presenza di tasche infraossee.
Detartrasi - Eliminazione del tartaro sopragengivale e pulizia dei denti con ultrasuoni e paste per profilassi.
Sondaggio Gengivale - Con una sonda millimetrata si vede quanto spazio c'è tra gengiva e dente. Normalmente la sonda scende al di sotto della gengiva di 2-3 millimetri; se la sonda scende oltre i 4 millimetri allora vuol dire che anche il cibo e i batteri riescono ad andare al di sotto della gengiva e, quindi, ci troviamo in presenza di "tasche sottogengivali".
Foto e impronte della bocca - Vengono fatte dal parodontologo, inoltre, delle foto e presa un'impronta di studio per completare l'iter diagnostico e poter approntare un programma e un conseguente piano di trattamento
Quali sono i trattamenti della piorrea?
Innanzi tutto bisogna dire che oggi si riesce a salvare i denti. E' chiaro che il tipo di trattamento e la prognosi dipendono dalla gravità della malattia parodontale. La terapia può essere semplice, utilizzando per la pulizia delle radici strumenti specifici detti "curette"; oppure chirurgica (resettiva - rigenerativa):
Chirurgia Resettiva - Con il bisturi il parodontologo va sotto la gengiva e si rimuove il tessuto infiammatorio, associato ad un rimodellamento osseo, con una fresa. Si eliminano, quindi, le tasche e si riposiziona la gengiva con dei punti di sutura.
Chirurgia Rigenerativa - Con questo tipo di intervento, il parodontologo oltre ad eliminare i danni gengivali e ossei causati dalla malattia parodontale, si va a ricostruire e rigenerare l'osso perduto con determinate tecniche di innesti e membrane.
mercoledì 30 marzo 2011
VERNICI AL FLUORO PER LA PREVENZIONE
Introduzione
I Servizi Sanitari dei Paesi dell'Europa settentrionale (Svezia, Norvegia, Danimarca) prevedono un programma di misure di prevenzione per tutti, dalla nascita al ventesimo anno d'età. Per quel che concerne le malattie della bocca e dei denti, la prevenzione è attuata con il coinvolgimento dei cittadini perché attuino un'alimentazione corretta e lo spazzolamento dei denti con dentifrici fluorati. I risultati sono che il 90 per cento dei bambini di tre anni è senza carie.
La ragione di questa bassa prevalenza di carie è tutta qui. Però, nonostante i controlli semestrali, vi è un incremento della carie nei denti decidui del 50 per cento dei bambini di sei anni. L'ipotesi più accreditata è che questo incremento sia dovuto all'aumentata ingestione di zuccheri raffinati e all'accumulo di microflora specifica in bocca. Come misura preventiva di supporto, in Svezia è attuata fin dagli anni Settanta, con un certo successo, l'applicazione professionale di vernici al fluoro sulle superfici dei denti dei soggetti "a rischio". I soggetti "a rischio" sono coloro che non attuano una buona igiene orale e non controllano la loro dieta: per questi è opportuna l'applicazione di vernice al fluoro. In questi soggetti la carie approssimale diminuisce fino al 25 per cento, inoltre le White spot lesions sono rimineralizzate. Mentre l'efficacia delle vernici sui denti permanenti è nota, diversi ricercatori hanno constatato che sui denti decidui è efficace solamente se la prevalenza di carie è notevole
Nel 1960 Melberg e coll. osservarono che lo smalto accumulava una considerevole quantità di fluoro, già dopo 24 ore dall'applicazione di una soluzione acida di Fluoruro fosfato. Nel 1967 Brudevold e coll., Moreover, Richardson constatarono che lo smalto trattato sarebbe dovuto essere ricoperto con un agente idrofobo. Nacque in quegli anni il Duraphat che aderiva alla superficie dello smalto anche in presenza di saliva. In seguito, basandosi sugli stessi principi, fu creato il Fluor Protector che è diverso dal Duraphat, infatti:
a) mentre quest'ultimo è una resina naturale, la colofonia, distillato dalla trementina, proveniente dal Pinus Silvestris, con l'aggiunta di fluoruro di sodio al 5 per cento, disciolto in etanolo, è di colore giallo paglierino;
b) il Fluor Protector contiene solamente lo 0,1 per cento di fluoruro come fluoruro di silano, sciolto in soluzione acquosa di etilacetato e isonilpropionato, sostanze che facilitano la diffusione dei fluoroioni e l'adesione allo smalto, è trasparente perché non ha colore.
Fluor Protector
Fluor Protector - Lacca protettiva al Fluoro
La lacca protettiva al Fluoro Fluor Protector è la soluzione professionale per la prevenzione delle carie.
Fluor Protector sigilla i tubuli dentinali pervi in caso di colletti esposti e protegge dagli spiacevoli effetti legati all'ipersensibilità dentinale.
La protezione di Fluor Protector si basa su:
controllo dei processi di rimineralizzazione
penetrazione del Fluoro negli strati profondi dello smalto rimineralizzazione di lesioni cariose allo stato iniziale
Fluor Protector è indicato per il trattamento sia di piccoli e giovani pazienti, sia di adulti. Grazie al suo basso dosaggio è persino indicato per il trattamento di pazienti in età prescolare.
Vantaggi:
Minima concentrazione di Fluoro 0,1% Applicazione mirata nelle superfici dentali particolarmente a rischio
Indurimento rapido e incolore
venerdì 25 marzo 2011
OCCLUSIONE NEUROMUSCOLARE
Nacque dal pensiero di Bernard Jankelson, gnatologo americano, negli anni ’60. In contrasto con il pensiero gnatologico meccanicista dell’epoca che poneva al primo posto l’articolazione temporo-mandibolare, Bernard Jankelson getto’ le basi di una nuova filosofia occlusale che vedeva nel sistema neuromuscolare la chiave di lettura della fisiologia del sistema masticatorio..
Obiettivo della Occlusione Neuromuscolare è la ricerca di un rapporto mandibolo-cranico ,cioè di una posizione di occlusione delle arcate dentali, tale che i muscoli non debbano effettuare sforzi adattativi per raggiugerla e quindi non avere stati di tensione muscolare che
potrebbero dare origine a quadri algico-disfunzionali di sintomatologia varia. Oltre ai classici rumori all’articolazione della mandibola, alla difficoltà di aprire completamente la bocca, ed ai dolori in vicinanza dell’orecchio anche patologie in sedi diverse, fra loro distanti e talora anche molto lontane dalla bocca, quali la cefalea muscolo-tensiva , le cervicalgie cioè i dolori cervicali ,il torcicollo, le brachialgie cioè i dolori alle spalle, le lombalgie ecc. ecc. possono trovare origine in un alterato combaciamento delle arcate dentarie (occlusione) dovuto a perdita di elementi dentari, trattamenti ortodontici non eseguiti o incompleti, protesi dentarie incongrue.
Tutto ciò può avvenire, per un’alterata funzione muscolare dovuta alla difficoltà a far combaciare le arcate durante la deglutizione.
La deglutizione è una funzione automatica che avviene, in media, una volta al minuto. Per deglutire in modo normale dobbiamo chiudere i denti in modo che la mandibola sia solidale con il cranio e i muscoli anteriori del collo contraendosi non la muovano ma innalzino l’osso ioide.
Se l’occlusione non è correttamente posizionata i muscoli sono costretti, una volta al minuto, ad un superlavoro di adattamento e possono ,con il tempo, andare incontro ad uno stato di tensione che ne limita la funzionalità, generando dolore.
Per una azione contrattile efficace, i muscoli devono possedere un punto di forza; durante la deglutizione questo è dato dalla intercuspidazione delle arcate dentali.
Perché una intercuspidazione risulti efficace, deve rispondere ad alcuni requisiti i quali, costituiscono i principi fondamentali della Occlusione Neuromuscolare : traiettoria di chiusura, spazio libero, curve di compenso, morfologia occlusale.
Purtroppo proprio lo stato di adattamento forzato della muscolatura impedisce, spesso, di individuare una posizione di occlusione ideale; per ovviare a ciò Bernard Jankelson ha proposto (già nel 1969) di utilizzare la T.E.N.S. anche in odontoiatria.
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martedì 22 marzo 2011
Cosa è la terapia miofunzionale?
Essa è rivolta al riequilibrio della muscolatura del volto e di quella della deglutizione, che sono le cause principali sia del problema ortodontico che della sua recidiva dopo il trattamento.
Con il passare del tempo ci si è resi conto che i benefici non si limitavano soltanto alla prevenzione delle recidive, ma che il paziente frequentemente abbreviava la durata del trattamento ortodontico e che si correggevano, senza volerlo, tutta una serie di problemi che il paziente presentava a livello di altri organi ed apparati.
Con la terapia miofunzionale si può apprezzare spesso un miglioramento della respirazione con riduzione di infezioni croniche di adenoidi e tonsille; anche problemi all’orecchio come otiti frequenti, prurito, ronzii, tendono a scomparire e così pure, migliorano l’udito .
Tra le patologie che mostrano un miglioramento più immediato, ci sono quelle che interessano la postura.
Molti casi di atteggiamenti scoliotici e di apparente dismetria degli arti inferiori si correggono già durante i primi mesi di un trattamento miofunzionale.
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mercoledì 16 marzo 2011
FRATTURA CORONALE RISOLTA CON FACCETTE IN CERAMICA LUMINEERS
frequente, spesso la ricostruzione con materiali compositi significava
sacrificare ulteriore tessuto dentale per aumentare le superfici di adesione dei
compositi oggi...
.... il modo più naturale per risolvere il problema
senza correre il rischio di apportare nuovi insulti ai denti è l'applicazione
delle faccette in ceramica LUMINEERS-CERINATE , che per il loro spessore
paragonabile o ancora inferiore a quello di una lente a contatto, consente senza
toccare assolutamente il dente traumatizzato , il restauro completo del
dente,con l'utilizzo di cementi speciali e senza alcuna controindicazione.
A visione frontale di frattura
coronale grave a carico dell'incisivo laterale di destra e dell'incisivo
centrale di destra.
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venerdì 11 marzo 2011
IMPORTANTE L'IGIENE ORALE IN GRAVIDANZA
Nel corso dei nove mesi che precedono il parto, l’organismo della donna si modifica per adattarsi alla nuova situazione e garantire la buona crescita del bambino. Uno dei principali cambiamenti riguarda la quantità di sangue in circolo, che aumenta fino quasi a raddoppiare: lo scopo è quello di assicurare una corretta irrorazione di tutti gli organi della mamma, nonché quelli di nuova formazione.
“Con l’aumentare della quantità di sangue, - spiega il Dott. Monda - i vasi sanguigni subiscono una sensibile dilatazione; allo stesso tempo, anche le pareti divengono più permeabili, provocando la fuoriuscita della parte acquosa presente nel sangue. Questi liquidi fuoriescono verso i tessuti , facendo sì che tutte le mucose del corpo comprese quelle gengivali assumano un caratteristico turgore, rigonfiamento.
L'infiammazione dei tessuti può provocare dolore e sanguinamento, specie negli ultimi mesi di gravidanza, anche in seguito alla normale pulizia quotidiana con lo spazzolino, per evitare ciò occorre soprattutto durante i primi tre mesi di gravidanza una buona igiene orale e frequenti visite dall'odontoiatra.
Talvolta puo' accadere che queste infiammazioni siano molto importanti al punto da formare delle vere e proprie escrescenze.
In questo caso l'odontoiatra con una gengivectomia reciderà la parte in eccesso:
oggi la gengivectomia fatta con il laser non è cruenta e non necessita se non in qualche raro caso neppure dell'anestesia (l'uso dell'anestetico può essere pericoloso in una donna in gravidanza).
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venerdì 18 febbraio 2011
CROMOTERAPIA-FIORI DI BACH-ODONTOIATRIA
Il dr. Pagnamenta, svizzero, ricorda che in ospedale in certi reparti di malattie infettive e nelle sale operatorie ci sono luci viola per evitare il proliferare dei batteri.
La luce solare che raggruppa tutti i colori dello spettro aiuta la funzione metabolica di assorbimento e fissaggio del calcio, innesca il meccanismo per cui la provitamina D si trasforma in vit. D indispensabile per la costruzione e il mantenimento della buona funzione delle ossa, dei denti, ma anche del cuore e degli scambi cellulari.
I geni situati nel cromosoma X condizionano la presenza nella retina dei fotorecettori per il verde, il rosso, ed il blu. Però noi riusciamo a percepire il giallo pur non avendo, almeno finora non sono stati riscontrati, recettori per il giallo.
Colore ROSSO (per chi ha paura)
Rock Rose - Mimulus - Cherry Plum - Aspen - Red Chestnut - Rescue Remedy.
Per La Medicina Tradizionale Cinese la paura determina danni renali (il rene è Acqua) e quindi nella ruota dei 5 elementi può determinare danni cardiaci (il cuore è Fuoco). Irraggiare col rosso il meridiano RV può essere molto utile.
Odontoiatria:
La cromo-puntura auricolare col colore rosso, insieme a Mimulus può essere utile a diminuire la paura del dentista.
Colore ARANCIO (per chi è dubbioso)
Cerato - Sclerantus - Gentian - Gentian - Gorse - Hornbeam - Wild Oat
Ha in sè la forza del rosso che infonde forza e coraggio, ma è mitigato dal giallo: ricalda senza bruciare. Addolcisce l' aggressivo rosso e potenzia il razionale giallo. E' il colore del II Chakra che sovraintende ai liquidi e quindi ala saliva.
Odontoiatria:
Qualche elemento di arredamento nella sala d'attesa e nello studio del dentista rassicura e riduce l'ansia.
Colore GIALLO ( per chi non è abbastanza interessato al presente)
Clematis - Honeysuckle - Wild Rose - Olive - White Chestnut - Mustard - Chestnut Bud
Il giallo rappresenta la luce: il sole, è un colore Yang. Il soggetto giallo è aperto, comunicativo, dominante, non interessato che a sè. Favorisce l' emisfero sinistro, aiuta l' apprendimento e l' accettazione della realtà.
Odontoiatria:
Secondo gli studi dell' Istituto Mandel, il giallo drena i ristagni, perciò è utile nelle forme di piorrea, di ascessi gengivali e dentari.
Colore VERDE (rimedio della solitudine)
Water Violet - Impatiens - Heather
E' il colore più diffuso in natura, dà calma e rilassamento. Gli antichi egizi lo attribuivano al dio Horus. E' composto dai due colori primari di Goethe: Il giallo (yang, giorno) ed il blu (yin, notte), riflette pertanto il Tao.
Colore BLU (sensibilità, influenzabilità)
Agrimony - Centaury - Walnut - Holly
Colore freddo, dona calma, moderazione, rilassamento. Utile nell' insonnia, nel climaterio, nelle contratture muscolari, influenza il parasimpatico regolando il ritmo cardiaco, favorisce l' abbassamento della pressione.
Odontoiatria:
Utile nei casi di bruxismo ( digrignamento), allenta le contratture nelle disfunzioni dell' articolazione temporo-mandibolare.
Colore INDACO (disperazione)
Larch - Pine - Elam - Sweet Chestnut - Star of Bethelem - Willow - Crab Apple
E' il penultimo colore dello spettro che l' occhio umano è in grado di vedere: stimola l' intuizione, la meditazione.
Odontoiatria:
paradentosi, osteoporosi, anomalie di posizione dei denti, del palato.
Colore VIOLA (incapacità di comprendere)
Larch - Chestnut Bud - - Beech - Rock Water
E' la risultante del caldo rosso (Yang) e del freddo blu (Yin) perciò anche questo colore richiama il Tao. E' il colore del VII Chakra, favorisce la meditazione: il Shasrara unisce il Sè superiore con quello inferiore.
Odontoiatria:
Rima labiale beante, saliva abbondante che cola fuori dalla bocca e bagna il cuscino di notte.
I denti anteriori sono cariati, i denti inferiori presentano notevoli accumuli di tartaro a causa del ristagno della saliva. La deglutizione è infantile con interposizione della lingua tra i denti. Sindrome di Down.
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venerdì 11 febbraio 2011
BYTE OD ORTOTICO
Si utilizza sia a scopo diagnostico, che terapeutico.
Nell'utilizzo diagnostico, viene portata dal paziente a seconda della gravità del caso, solo la notte o tutto il giorno per un periodo di sei mesi .
le visite saranno quindicinali e si faranno aggiustamenti continui,avvalendosi anche di una scheda dolori che il paziente compilerà giornalmente.
alla fine di questo periodo che dura almeno sei mesi si trova una posizione mandibolare- mascellare superiore di equilibrio ed a quel punto si costruirà la bocca attorno a quella posizione utilizzando un molaggio selettivo dei denti, o spostando i denti ortodonticamente od ancora rialzando l'occlusione protesicamente.
L'altro possibile utilizzo del byte è quello terapeutico,allorquando non ci è consentito di finalizzare il lavoro in bocca, secondo il nuovo equilibrio raggiunto in fase diagnostica, bisogna pur mantenerlo nel tempo ,così il byte verrà portato per un tempo maggiore ed in alcuni rari casi a vita.
L'uso prolungato del byte, ove possibile, è da evitare perchè il meccanismo di azione del byte è quello di determinare una parafunzione correttiva di un'altra parafunzione patologica presente in bocca.
Ovviamente tanto più è prolungato l'uso del byte tanto più sara' necessario fare aggiustamenti fino alla sostituzione dello stesso.
Il byte ha due effetti importanti : il primo è che rilassa i muscoli della masticazione e del collo, portando spesso ad una risoluzione di cefalee muscolo tensive; il secondo è che decomprimendo l' articolazione temporo-mandibolare decongestiona la cavita' glenoidea ed il sottile setto osseo che la separa dall'orecchio medio, risolvendo quei dolori e quegli acufeni che, simulano, ma ,non sono otiti.
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mercoledì 9 febbraio 2011
FACCETTE IN CERAMICA
Le faccette in ceramica sono un sistema di copertura che rispetta in gran parte l’integrità del dente mascherandone i difetti. Nella maggior parte dei casi queste faccette sono applicate su denti rotti, scheggiati, consumati o malfatti oppure con macchie resistenti ad altri tipi di trattamenti. Inoltre Possono servire anche per coprire degli spazi interdentali troppo larghi.
In teoria con le faccette è possibile rivestire entrambe le arcate dentali, quindi è possibile "cambiare" la tonalità del colore della propria dentatura. La tecnica consiste nel rifacimento della sola faccia esterna del dente. In pratica si prende un’impronta del dente e si crea una faccetta in ceramica che viene sagomata e incollata sul dente nascondendo l’imperfezione sottostante. Ciò consente anche, entro dei limiti, di "raddrizzare" otticamente i denti frontali qualora uno non volesse portare un apparecchio ortodontico.
Le belle bocche "televisive" sono quasi sempre frutto di un lavoro di questo tipo o merito dell’ortodonzia o delle due terapie combinate!
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PROTESI METAL-FREE
A seguito di un ascesso parodontale destruente, la paziente si presenta alla nostra osservazione per l’estrazione dell’incisivo superiore destro. Alla paziente, già in cura presso lo studio per terapia parodontale e ortodontica, viene avulso l’elemento dentario e applicato un provvisorio (Maryland bridge). Avendo osservato con attenzione le radiografie (dentascan), appare evidente che per la sostituzione dell’elemento con tecnica implantare sarebbe necessaria una rigenerazione ossea, ma per i motivi che si evincono dall’anamnesi, si opta per una riabilitazione protesica classica.
Ovviamente viene scelta una riabilitazione estetica, considerata la posizione, pertanto si procede alla realizzazione di un ponte metal-free in ossido di zirconio-ceramica.
Al momento della cementazione definitiva del ponte viene anche ricostruito in studio il 2.2 (incisivo laterale sinistro), per riposizionare il bordo incisale e armonizzare il sorriso.
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venerdì 4 febbraio 2011
EMOSTASI E CURE ODONTOIATRICHE
Nella pratica clinica dei nostri studi, una sempre più ampia fascia di pazienti ci riferisce all’anamnesi si essere sottoposti ad una terapia con farmaci anticoagulanti orali (TAO) per pregresse patologie a carico del sistema cardio-vascolare.
E’ importante approfondire l’anamnesi di questi pazienti sia per conoscerne meglio la patologia che i farmaci assunti per la stessa.
Gli anticoagulanti orali sono farmaci altamente diffusi per la loro efficacia e tra questi troviamo il Warfarin (Coumadin) e l’Acenocumarolo (Sintrom). Questi farmaci agiscono a livello epatico bloccando la gamma-carbossilazione dei fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti (II o Protrombina; VII o proconvertina; IX o Antiemofilico B e X o fattore di potenza di Stuart-Prower).
La terapia anticoagulante ha lo scopo di ridurre le capacità coagulative del sangue per difendere i soggetti a rischio da fenomeni trombotici, senza però creare rischi emorragici. La terapia è molto influenzabile da diversi fattori (genetici, dieta, altri farmaci ecc.).
mercoledì 2 febbraio 2011
ELETTROANALGESIA
progressi, la maggior parte delle persone che entrano nello studio dentistico ha
paura del dolore. Il dolore resta, probabilmente, il problema fondamentale, per
il paziente e per il medico. Ogni dentista sarebbe molto meno stressato se
dovesse assorbire una "quantità" sostanzialmente inferiore di reazioni da dolore
e da paura del dolore. Io, personalmente, ho sperimentato tutto ciò che è stato
possible utilizzare negli ultimi 15 anni, da quando, nel 1984, ho acquistato
l'attrezzatura per effettuare l'analgesia sedativa con protossido di
azoto.
Quando ho provato la tecnica dell'elettroanalgesia dentinale, in
realtà ero piuttosto scettico, ma, siccome la mia spinta a cercare e
sperimentare, soprattutto là dove sia in gioco la sofferenza dei pazienti, è
forte, ho comunque mostrato un'apertura verso la sperimentazione di questo
strumento per la cura dei pazienti.
lunedì 31 gennaio 2011
ATEROSCLEROSI ED INFEZIONI GENGIVALI
GENGIVALI L'infezione gengivale cronica meglio nota come "periodontite" rappresenta un serio pericolo che non minaccia infatti solo la salute dei denti, ma provoca anche ispessimenti delle pareti dei vasi sanguigni, mettendo a rischio il benessere dell'apparat E' la estrema sintesi di uno studio del gruppo di lavoro presso l'Università di North Carolina (USA) e pubblicato dalla rivista 'Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology'. Gli esperti hanno studiato la variazione di spessore delle pareti dell'arteria carotidea in relazione alle infezioni gengivali in una popolazione di oltre 6.000 persone, con un range di età compresa tra i 52 e i 75 anni. La periodontite è stata misurata esaminando il distacco dei tessuti dai denti. I risultati hanno evidenziano un chiaro legame tra periodontite e aterosclerosi: il rischio di ispessimento della parete interna della carotide è il doppio del normale in caso di gengivite grave mentre è 1.4 volte superiore allamedia nel caso di gengivite moderata. "Questa è la prova palese che la gengivite e la periodontite possono provocare alterazioni che sia pur non evidenti dal punto di vista clinico, possono essere alla base degli ispessimenti dei vasi sanguigni. |
mercoledì 26 gennaio 2011
ATM E MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
disordini temporo-mandibolari e quanto la Medicina Tradizionale Cinese possa
permettere di considerare in gnatologia ( in ambito diagnostico e terapeutico),
ci siamo convinti sempre più che in un inquadramento serio non si possa mai
prescindere da una, pur breve, considerazione anatomo-fisiologica
dell’articolazione. Uno dei rischi più frequenti riguarda la possibilità che la
valutazione diagnostica e la conseguentemente impostazione terapeutica vengano
eseguite senza che vi sia adeguata conoscenza dei fondamenti fisiopatologici
dell’ATM.
Rumori o algie più o meno simili possono descrivere situazioni
differenti, alterazioni non evidenziabili con facilità, nascondere problematiche
presenti e spesso croncizzate ed adattatesi spontaneamente. Per formulare una
diagnosi corretta è indispensabile sapere cosa cercare e soprattutto come
cercare.
Non è sicuramente sufficiente accomunare ( per presenza
concomitante ) una cefalea muscolo- tensiva ad una malocclusione ad uno spasmo
della muscolatura elevatoria per diagnosticare patologia dell’articolazione
temporo mandibolare o DTM. Si potrebbe altrettanto facilmente verificare infatti
che un soggetto con iperfunzione muscolare masticatoria (ed il più delle volte
associata a tensioni muscolare generalizzata) modifichi il suo pattern di
crescita oro-facciale (9) e, ad esempio, sviluppi una malocclusione conseguente
e non primaria rispetto al disturbo funzionale.
In tale soggetto,
l’iperfunzione muscolare ( e non la malocclusione) e lo stato continuo di
tensione, possono generare prima o poi cefalea tensiva, dorsalgie, lombalgie,
rachialgie; l’alterazione emotiva ( rabbia, frustrazione, repressione ecc…) che
produce spesso questa condizione può contemporaneamente produrre gastralgie,
turbe dell’alvo, colonpatie funzionali, disturbi del sonno e molto altro
ancora..
Questa “parafunzione ad origine centrale” richiederebbe un aiuto
sistemico (il più delle volte neurologico, psichiatrico o
psicologico-comportamentale) per innalzare il livello di resistenza al fattore
stressogeno del paziente (2, 3) e ridurre la sovrasollecitazione muscolare e
neurologica.
In questo caso lavorare unicamente sulla malocclusione (
ricordiamo “ effetto” e non causa del problema primario) può avere unicamente
uno scopo “ stabilizzante” sulla posizione condilare all’interno della fossa… e
nulla più.
venerdì 21 gennaio 2011
Pioggia di universitari dalla Romania
Notizie - Abruzzo
Facoltà di medicinaAspiranti medici e
odontoiatri italiani iniziano gli studi nelle facoltà dell'Est
Grazie al Tar e a direttive europee possono proseguirli all'Aquila
Eludono i test per il numero chiuso iscrivendosi
all'estero e poi trasferendosi
Pioggia di universitari dalla Romania
italiani immatricolati in Romania nelle facoltà aquilane di medicina
e odontoiatria? Si direbbe di sì visto che ormai, dopo i circa
quindici ricorsi accolti dal Tar Abruzzo qualche settimana fa,
continua ad arrivare una valanga di sentenze brevi attraverso le
quali gli aspiranti medici che hanno iniziato il cammino
universitario in Romania ora possono completarlo all'Aquila, in
ossequio a una serie di norme europee sulla libera circolazione degli
studenti. Nei giorni scorsi, infatti, il Tar ha accolto i ricorsi di
altri dodici aspiranti camici bianchi che contestavano il rifiuto
serbato dall'Università a trasfersi all'Aquila. Gli studenti
provengono tutti dalla Vasile Goldis di Arad, dove si sono
immatricolati lo scorso anno. In Italia vige il sistema del numero
chiuso e accedere alla facoltà di medicina o odontoiatria significa
aver superato il test d'ammissione, in verità abbastanza
impegnativo. Immatricolarsi in una università romena dà quindi la
possibilità, a chi magari è stato escluso in Italia, di iniziare il
percorso di studi salvo poi trasferirsi e conseguire in patria la
laurea. Un modo per eludere il numero chiuso negli atenei nazionali o
una brillante iniziativa (per chi può permetterselo, naturalmente),
sfruttando la normativa Ue? Se la normativa Ue consente tutto questo
che senso ha continuare in Italia con i test d'ammissione se poi,
l'anno successivo, la popolazione studentesca si arricchisce in virtù
di una sentenza che non può non tenere conto delle leggi e dei
regolamenti comunitari? I ricorsi presentati, e tutti accolti (tranne
uno inoltrato in ritardo), contestavano il diniego di nulla osta al
proseguimento degli studi presso l'Università dell'Aquila in base
all'elenco dei posti disponibili per l'iscrizione ad anni successivi
al primo. Normalmente questo è consentito a chi proviene da altri
atenei italiani, sempre in base ad un bando per i posti disponibili.
Ma il Tar ha eccepito che il bando in questione «non fissa alcuna
preclusione nei confronti di studenti provenienti da Università
estere». Il Tar ha anche sancito che «una diversa interpretazione
sarebbe contraria all'apicale principio di libertà di circolazione e
soggiorno nel territorio degli Stati comunitari, suscettibile di
applicazione non irrilevante nel settore dell'istruzione, neppure
essendo stata in alcun modo opposta (e, per vero, neppure
prospettata) la non equipollenza delle competenze e degli standards
formativi richiesti per l'accesso all'istruzione universitaria
nazionale». A.Bag.
mercoledì 19 gennaio 2011
UN'ALTERNATIVA ALLE PINZE DA ESTRAZIONE?
Queste metodiche non necessitano di pinze o periotomi o di frese chirurgiche, ma si basano sulla trazione estrusiva di perni avvitati nel canale radicolare.
Si avvitano all'interno delle radici a livello dei canali radicolari delle viti che hanno rispetto gli strumenti endodontici la differenza di avere spire più ampie ed essere più robuste
Alcuni esempi di dispositivi, reperibili anche in Italia, sono il sistema Benex della Helmut Zepf GMBH e commercializzato anche da Meisenger o il sistema Easy X-TRAC system della A Titan Instruments Inc.
Il sistema Sapian Root Removal differisce di poco dai primi ed è reperibile esclusivamente in USA.
Una tecnica minimamente traumatica durante l'estrazione radicolare è di fondamentale importanza per la preservazione dei tessuti duri e molli. Pinze, leve, lussatori fini, periotomi di varie angolazioni, dispositivi piezoelettrici, in pratica un armadietto solo per estrarre le radici. Una dettagliata classificazione per la tempistica del posizionamento implantare a seguito di una estrazione è stata discussa al 3° ITI Consensus Conference e pubblicata sul supplemento del JOMI
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venerdì 14 gennaio 2011
ESCISSIONE DI UN FIBROMA
Il primo intervento è volto a normalizzare le superfici irregolari causa scatenante della lesione facendo attenzione ad una corretta intercuspidazione tra le due arcate.
Di seguito sono raffigurate attraverso le sequenze fotografiche tutti i passaggi dell'intrvento dall'anestesia all'applicazione dei punti di sutura.
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lunedì 10 gennaio 2011
ATEROSCLEROSI ED INFEZIONI GENGIVALI
serio pericolo che non minaccia infatti solo la salute dei denti, ma provoca
anche ispessimenti delle pareti dei vasi sanguigni, mettendo a rischio il
benessere dell'apparat
E' la estrema sintesi di uno studio del gruppo di
lavoro presso l'Università di North Carolina (USA) e pubblicato dalla rivista
'Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology'. Gli esperti hanno studiato
la variazione di spessore delle pareti dell'arteria carotidea in relazione alle
infezioni gengivali in una popolazione di oltre 6.000 persone, con un range di
età compresa tra i 52 e i 75 anni.
La periodontite è stata misurata
esaminando il distacco dei tessuti dai denti. I risultati hanno evidenziano un
chiaro legame tra periodontite e aterosclerosi: il rischio di ispessimento della
parete interna della carotide è il doppio del normale in caso di gengivite grave
mentre è 1.4 volte superiore allamedia nel caso di gengivite
moderata.
"Questa è la prova palese che la gengivite e la periodontite
possono provocare alterazioni che sia pur non evidenti dal punto di vista
clinico, possono essere alla base degli ispessimenti dei vasi sanguigni.
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lunedì 3 gennaio 2011
IMPIANTI IUXTAOSSEI
Gli impianti iuxtaossei possono essere impianti totali, in caso di edentulie
totali, in pazienti in cui i tentativi di altre risoluzioni proteiche non
siano
stati possibili e non abbiano offerto risultati affidabili; oppure
impianti
parziali .
Essi hanno forma di griglie metalliche, di
materiale inerte,
che vengono appoggiate sulla struttura ossea, dopo aver
scollato la mucosa e il
periostio. Le griglie dovevano coprire la maggior
superficie possibile della
struttura ossea, ancorandosi maggiormente nelle
zone più idonee a scaricare le
forze che su di essa agiscono. In questo tipo
d’ intervento, la collaborazione
tra odontoiatrica e tecnico deve essere
perfetta.
Al paziente viene scollata la
mucosa e il periostio, in modo da
scoprire l’ osso sul quale deve essere
costruito l’ impianto; dopo aver
preso l’ impronta della parte ossea, si
suturano provvisoriamente le mucose
così da lasciare al tecnico di ricostruire
la griglia. Terminata la
costruzione di quest’ ultima che deve essere il più
possibile aderente all’
osso, con un secondo intervento si scrollano” ex novo “
mucosa e periostio al paziente e vi si colloca la griglia; si riuniscono tramite
sutura le
mucose e si attende la guarigione. Durante la progettazione quando si
prevede che la griglia possa avere poco potere ritentivo, si devono
progettare
delle ritenzioni ( rappresentate da microviti e fili ), che
servono a fissare la
struttura all’ osso. A guarigione avvenuta l’ impianto
avrà acquistato stabilità
e ritenzione e si passerà, quindi, alla
costruzione della protesi
definitiva.
I principali griglie iuxtaossee
sono:
Griglia frontale
superiore: indicata per trattamenti singoli a
livello di mascellare, è
costituita da un impianto iuxtaosseo di tipo
parziale con appoggio sulle
superfici vestibolari e palatali.
Griglia
parziale mentoniera: indicata per
edentulie totali mandibolari, è dotata,
generalmente di due falsi monconi con
funzioni di ancoraggio tra protesi
mobili ad appoggio distale.
Griglia
monolaterale: utilizzata, ai fini
stabilizzanti, solchi longitudinali o
trasversali incisi direttamente sulla
cresta ossea a livello delle sue superfici
mesiali e distali.
Griglia
subcorticale: risevata ai casi in cui la lama
edoossea non è utilizzabile, a
causa della particolare superficialità del canale
mandibolare. E’
prefabbricata, dotata di larghe maglie, è viene applicata
sfruttando
adeguati solchi tracciati sull’ osso.
ALLUNGAMENTO DI CORONA CLINICA
sia la causa, possiamo intervenire anche la' dove fino a poco tempo fà era
necessaria l'estrazione ma entro certi limiti si noti la
frattura del 35 (econdo premolare inferiore di sinistra) sia dal lato occlusale
Sappiamo che qualsiasi materiale d'otturazione
viene posto al di sotto dell'osso sia pure in minima quantita' ne causerebbe
l'infiammazione.
La tecnica dell'allungamento di corona clinica consiste
quindi nel "consumare" in senso orizzontale l'osso non solo del dente
interessato ma anche di quelli vicini per consentire la ricostruzione della
corona.
Questo eviterà la formazione di un avvallamento,che porterà quasi
sicuramente lla formazione di una tasca dentale infraossea.
E' evidente che,
se il margine di frattura è troppo in basso e supera il millimetro di profondità
considerando che in seguito all'intervento si viene a perdere almeno un'altro
0,5 di osso anche se non nell'immediato, allora potrebbe essere antieconomico ai
fini di uno spreco di osso salvare a tutti i costi la radice del dente e si
opterà per un'impianto con innesto osseo possibilente con l'integrazione di
tecniche d'autoprelievo.
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